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Riuscire a salvare le api: da sogno a realtà, don’t worry BeeEthic!

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Si dice che se le api scomparissero dalla terra per l’uomo non resterebbero che quattro anni di vita. Questo insetto pronubo infatti gioca un ruolo fondamentale nel preservare il nostro ecosistema garantendo con la sua importante opera di impollinazione la sopravvivenza di un ampio numero di specie vegetali.

Oggi un’ape su dieci rischia l’estinzione in Europa. Le api selvatiche e gli altri impollinatori della famiglia stanno senza dubbio diminuendo. E in primis è l’apis mellifera, ovvero l’ape che in Europa viene allevata per produrre miele, ad essere particolarmente colpita dalla sindrome di spopolamento degli alveari.

Le api sono fautrici di oltre il 70% dell’impollinazione di tutte le specie vegetali della terra, garantendo in questo modo circa il 40% della produzione globale di cibo. In poche parole se la api continuassero a diminuire, molto presto verremmo privati di alimenti primari della nostra dieta come pesche, mele, mandorle, zucchine, pomodori e molta altra frutta ed ortaggi.

Tra i principali assassini delle api si classificano senza dubbio i pesticidi come ad esempio i neonicotinoidi, antiparassitari sistemici dei quali è stato addirittura sospeso l’utilizzo dall’Unione Europea per la loro pericolosità. Inoltre un recente studio dell’Istituto nazionale di ricerca agronomica francese ha verificato come un sempre maggior numero di api muoia entrando a contatto con campi trattati con agro farmaci.

Quello che ultimamente si sta cercando di fare è passare da una concezione dell’apicoltura come semplice attività generatrice di reddito ad una visione ben più ampia e strategica, volta a considerare le api come bene indispensabile per la tutela della biodiversità e per il benessere umano. Scienziati e apicoltori stanno lavorando per cercare di capire a fondo quelle che possano essere le condizioni di stress e le conseguenti soluzioni alla moria delle api.

Questa è la storia di Mauro Tagliaferri, eugubino classe 1985 che ha per primo ideato un sistema di apicoltura ad impatto zero.

“Un giorno per caso un amico mi ha portato a conoscere le sue api ed è stato amore a prima vista” racconta il giovane startupper eugubino.

L’apicoltura, ci racconta Tagliaferri, risulta essere proprio al centro della sostenibilità anche se sono varie le insidie che giorno dopo giorno ne vanno a minare la buona riuscita.

“Prima tra tutte è quella legata al parassita varroa, un acaro che si riproduce molto velocemente e che distrugge l’ecosistema delle api fino a portarle alla morte” racconta Tagliaferri.  “Beeethic è  un sistema pensato proprio per scongiurare questa insidia in maniera 100% naturale”spiega l’apicoltore.

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Beeethic, il sistema studiato dal giovane eugubino consiste in un trattamento termico che consente di distruggere il parassita semplicemente climatizzando l’arnia, operazione che prima poteva essere realizzata solo con l’utilizzo di agro farmaci.

L’idea nasce dall’amore per la natura e per l’ecologia che hanno da sempre caratterizzato la vita dell’apicoltore. L’intuizione di Mauro Tagliaferri è stata quella di rispondere a un’impellente necessità studiando in primis “il nemico” per poi attaccarlo nei punti più deboli del suo ciclo vitale.  In questo modo è stato scoperto quanto il varroa fosse sensibile alla temperatura e quindi come climatizzando l’arnia fin sopra i 39 gradi, si potesse interferire alla riproduzione dell’acaro fino ad arrivare alla sua totale scomparsa senza danneggiare la covata.

“Non potevo permettere che l’animale simbolo dell’ecologia per l’eccellenza sopravvivesse grazie all’uso di pesticidi a grande impatto ambientale, decisi in questo modo di cambiare strada rispetto a quello che tutti mi avevano sempre insegnato”racconta l’apicoltore. Tagliaferri scopre infatti che nel 2009 l’Università di Tubinga aveva identificato nel calore il punto debole della varroa.

“L’idea era buona, ma questo studio prevedeva di introdurre tutti i telai dentro un forno per più di un’ora e mezzo” ci spiega Ascanio Tagliaferri, ingegnere realizzatore del progetto. “Purtroppo l’idea studiata presso l’Università di Tubinga aveva un problema di base molto importante: essendo un processo manualmente molto impegnativo era quasi impossibile da applicare sia per apicoltori di grandi che di piccole dimensioni.”

“Dopo averci dormito su, la mattina seguente, Mauro si sveglia e mi dice: io ho un’idea! Perché invece di mettere il telaio sul forno non mettiamo il forno nel telaio?” racconta l’ingegnere.

Quello intercorso tra il sogno e la realtà della realizzazione del progetto è stato un periodo lungo, a tratti tortuoso, fatto di anni di ricerca portati avanti in collaborazione con i più importanti istituti italiani del settore, il Ministero dell’Agricoltura, l’Università di Perugia e l’importante collaborazione della Federazione Apicoltori Italiani (FAI).  Fino ad arrivare alla realizzazione vera e propria del prodotto, alla registrazione del marchio a livello nazionale e internazionale e alla sua vera e propria commercializzazione. Da sogno a realtà.

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Il segreto del grande successo di Beeethic sta nella sua apparente semplicità che ha portato questa importante innovazione ecologica a imporsi sempre più in ambito nazionale ed internazionale migliorando in questo modo le prestazioni di api e apicoltori nel totale rispetto della natura.

Ogni telaio dell’alveare firmato Beeethic ha una resistenza elettrica che permette di riscaldare l’interno della covata oltre i quaranta gradi, riuscendo ad eliminare il problema della varroa senza arrecare danni alle api. Il trattamento si innesca semplicemente pigiando un pulsante della centralina del sistema, dotato di un monitor dal quale è possibile controllare sia il trattamento tecnico che la climatizzazione dell’arnia.

Beeethic, progettato per evitare sbalzi di temperatura e campi magnetici, oltre a scongiurare il pericolo varroa effettuando il trattamento ogniqualvolta sia necessario, rende possibile un aumento importante della produzione del miele. Le api infatti consumano gran parte del miele da esse prodotto per mantenere la covata a 35 gradi. Grazie al sistema ideato da Tagliaferri è possibile mantenere la covata ad una temperatura costante, aumentando la produzione di miele disponibile per la raccolta di circa il 50%.

Un metodo quindi pratico, atossico ed ecologico al 100% essendo il macchinario inoltre dotato di un sistema a pannelli solari che rende il trattamento completamente autosufficiente dal punto di vista energetico.

Progetti per il futuro? Mauro Tagliaferri sembra avere le idee ben chiare:“Stiamo andando in America per lanciare la nostra campagna di crowdfunding e per ampliare la nostra società fin oltreoceano” racconta l’apicoltore che insieme all’ingegnere Ascanio Tagliaferri e ad altri collaboratori del team Beeethic proprio in questi giorni sono stati ospiti di una delle conferenze di apicoltura più importanti a livello internazionale, la American Beekeepers Federation Conference in Jacksonville, Florida.

“Il mio obiettivo è quello di riuscire a industrializzare e di standardizzare la produzione per rendere Beeethic alla portata di tutti e per cercare quindi di salvare le api con un metodo totalmente naturale” conclude Mauro Tagliaferri “Don’t worry, Bee Ethic!”.

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